Bricco Riva Bianca
Buttafuoco DOC
Zona di produzione: valle Solinga.
Terreno: sabbioso-ciottoloso.
Vigneto: in forte pendenza, esposto a sud-ovest.
Vitigni: croatina, barbera e ughetta di Canneto in percentuali variabili a seconda dell’annata.
Vinificazione: vino prodotto solo nelle annate favorevoli. Le uve sono raccolte a mano in cassette da 18 kg. Successivamente, un’accurata cernita è condotta su un tavolo di selezione. Le uve sono poi diraspate e pompate in tini troncoconici di rovere di Slavonia da 4.000 litri per la fermentazione alcolica. Il mosto rimane a contatto con le bucce per un minimo di 40 giorni. Dopo la svinatura, il vino affina in botti grandi di rovere per almeno 24 mesi prima dell’imbottigliamento. Infine, le bottiglie riposano coricate al buio per almeno 8 mesi prima di essere messe in commercio.
Note di degustazione: si presenta con un colore rosso rubino molto carico, quasi impenetrabile. I profumi spaziano dai fiori secchi ai frutti di bosco a bacca nera, con sentori di prugna secca, tabacco, cacao, spezie e l’immancabile nota balsamica tipica della Valle Solinga. In bocca ha tannini marcati di grana fine e un’impalcatura salda, robusta. È pieno e ampio, intenso, carnoso e lungo. Migliora con l’invecchiamento, che ne ammorbidisce i tannini e arrotonda gli spigoli giovanili. Raggiunge il suo apice dopo almeno 12 anni.
Abbinamenti: ideale con i secondi piatti a base di selvaggina e in generale con le carni cotte a lungo nel vino, per esempio stufato di cinghiale o stracotto d’asino. Non teme i formaggi a media stagionatura.
Servizio: servire a 18 °C in ballon o in un calice molto ampio.
Formati disponibili: bottiglia da 0,75 l, magnum da 1,5 l, doppia magnum da 3 l e cinquelitri.
Contiene solfiti.
Prodotto in Italia.
“La gloria di colui che tutto move
per l’universo penetra, e risplende
in una parte più e meno altrove.
Nel ciel che più de la sua luce prende
fu’ io, e vidi cose che ridire
né sa né può chi di là sù discende;
perché appressando sé al suo disire,
nostro intelletto si profonda tanto,
che dietro la memoria non può ire”
Dante Alighieri
“Divina Commedia”
Paradiso, Canto I, 1-9

